Swiss Precision Lab

Un viaggio di migliaia di chilometri inizia sempre con un singolo passo.

Flow Experience e Prestazione Ottimale: quando tutto va come deve andare

Vi è mai capitato di essere talmente immersi in una qualsiasi attività (correre, leggere un libro, ascoltare della musica) da non rendervi più conto di tutto ciò che vi sta attorno? Probabilmente si, perché è ipotizzabile che ad ognuno di noi sia accaduto almeno una volta nella vita!

Oggi allora parliamo dell’esperienza di flow!

Cosa significa? In America si è soliti dire ”to be in the zone”, oppure “in the bubble”, essere nella bolla…che significa essere nella realtà ma in qualche modo essere allo stesso tempo un sistema isolato. In psicologia si parla di paradosso del sé, poiché si è allo stesso tempo estremamente coscienti di ciò che si sta facendo e isolati dalla realtà esterna, si è totalmente immersi nella propria attività, tanto da riconoscerne chiaramente l’andamento, e allo stesso tempo si è “trasportati” da questo flusso che permette di dimenticare ciò che ci sta intorno. Il flow non ha bisogno di motivazioni esterne, l’esperienza di flow è di per sé motivante… per tutto l’arco della sua durata, spesso, il tempo sembra scorrere via velocemente, o non passare più.

FlowCsikszentmihalyi ( 1990, 1993 ), colui che per primo ha parlato di flow, individua 9 dimensioni caratterizzanti: D1 – equilibrio tra difficoltà e abilità, D2 – unione tra azione e coscienza, D3 – mete chiare, D4 – feedback immediati, D5 – concentrazione sul compito, D6 – senso di controllo, D7 – perdita della coscienza di sé, D8 – destrutturazione del tempo, D9 – esperienza autotelica. L’equilibrio tra le difficoltà presenti e le proprie abilitàè la base da cui partire, senza la quale non ci sarebbe flow poiché, un disequilibrio, porterebbe a stati quali la noia, l’apatia o l’ansia.

Una volta che tale situazione è rispettata, ecco che si può entrare in quello che spesso viene definito “stato di grazia”, perché chi è in flow riesce in quello che sta facendo, ci riesce bene e se ne accorge! Per questo imparare a richiamare, ad “attivare” la propria esperienza di flow può aiutare nel raggiungimento dellaprestazione ottimale.

Ringraziamo Ment&sport per il suo contributo!! Visitate il blog Ment&sport per più articoli concernenti il mental coaching.

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