Swiss Precision Lab

Un viaggio di migliaia di chilometri inizia sempre con un singolo passo.

Pensiero positivo e dialogo interiore: non pensare a un gatto nero… pensa a un gatto bianco!

Come funziona la nostra testa? Domanda tanto affascinante quanto complessa ma, almeno rispetto ad alcuni meccanismi, siamo in grado di rispondere. Nello specifico, il meccanismo di cui vogliamo parlare oggi riguarda il legame tra i pensieri e le azioni.

English: A Black cat Italiano: Un gatto nero D...

(Photo credit: Wikipedia)

Spesso, durante i colloqui, ci sentiamo dire che determinati gesti, azioni o movimenti non si riescono a concludere come si vorrebbe, senza capirne il perché. Durante uno di questi colloqui, un ragazzo riportò il fatto di non riuscire, durante un rigore, a stare in piedi fino all’ultimo momento (faceva, e fa tutt’ora, il portiere). Esempi come questi ne avremmo a centinaia, tutti con le stesse dinamiche. Cosa succede nella nostra testa? Quali meccanismi prendono il sopravvento in maniera così netta? Facciamo una prova. Ognuno di noi chiuda gli occhi e si imponga di NON pensare a un gatto nero, si dica “NON devo pensare a un gatto nero”, “NON voglio pensare a un gatto nero”, eccetera eccetera. Cosa accade? Pensiamo, inesorabilmente, al gatto nero e poi… via! Cerchiamo in tutti i modi di eliminarlo, di togliercelo dalla testa, di cancellarlo! Ma resta il fatto che ci abbiamo pensato! Cosa significa tutto ciò? Significa che il nostro cervello non conosce le negazioni. Nella nostra mente, pensare a un gatto nero o dirci di non pensarci, è lo stesso! Se mi ripeto, prima del rigore, “non ti buttare, non ti buttare, non devi buttarti”, immancabilmente mi butterò, perché nella mia testa sto prefigurando, sto immaginando me stesso che si butta e ciò mi spinge a farlo realmente. Qual è la soluzione allora? Pensare a un gatto bianco! Pensare di stare in piedi, di poter stare in piedi, di essere in grado di stare in piedi e di volerlo! Così, la nostra mente può immaginare tranquillamente l’azione da intraprendere e, probabilmente, ci renderà capaci di metterla in atto. È tutto qui! “Basta” (anche se non è così semplice!!) cambiare il nostro dialogo interiore, trasformarlo in positivo, nei termini di ciò che possiamo e vogliamo fare, e la nostra prestazione sportiva ne risentirà fortemente!

Ringraziamo Ment&Sport che ci ha gentilmente fornito l’articolo.

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