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Maria de Villota: ritornare alla vita normale dopo un incidente sportivo serissimo

MADRID (Spagna) – Un incidente tremendo, un sogno che si spezza, una vita in bilico. Maria de Villota ha rischiato tanto. E perso. Almeno così sembrava quando, al volante della sua monoposto, dopo una giornata di test, si è andata a schiantare contro un camion.

La sua carriera, addirittura la sua vita, parevano evaporate, senza speranza. Poi il miracolo. Non solo, nonostante le gravissime lesioni, la bella Maria è sopravvissuta, lo ha fatto con il sorriso sulle labbra. Ora apprezza tutto ciò che ha.

Lo ha confermato lei stessa in una conferenza stampa nella quale, insieme ad altre donne, ha trattato il tema del “reinventarsi”. La Gazzetta dello Sport ha ripreso l’evento, un pomeriggio nel quale la de Villota ha sorpreso tutti, con il suo sorriso, la sua positività.

Wordl Series 2011

Wordl Series 2011 (Photo credit: Mi otra mirada(My another look))

“Oggi sto bene – ha commentato l’ex pilota – almeno nei limiti del possibile: il danno alla testa condiziona infatti il mio quotidiano. Ho perso un occhio e, purtroppo, anche l’olfatto. Ma sto lentamente abituandomi alle nuove “condizioni”: comincio a maneggiare meglio la prospettiva  a calcolare le distanze”.

Come si ricomincia a vivere dopo un trauma del genere?

“Con una percezione della vita totalmente differente: devi iniziare cambiando la scala di valori a cui eri abituata, i problemi si relativizzano, guardi la vita con grande ottimismo. Nei momenti più duri faccio ricorso all’umorismo. Poi è chiaro, ci sono momenti duri…”.

Come quello del risveglio…

“Quando mi sono svegliata non potevo concepire di non avere un occhio, ero arrabbiatissima col dottore che mi aveva salvato la vita. E poi i punti: ne avevo 104 sul viso, che sembravano attaccati con delle funi. Per me, attentissima all’immagina, è stato un colpo. Poi però ho preso coscienza della fortuna avuta: che aver perso l’occhio era molto meno importante rispetto a ciò che era rimasto, la vita. Mi sono sentita miracolata. Ora guardo alle cicatrici come parte della mia storia, le “indosso” con grande orgoglio. E poi guardo al futuro:  ho tante idee, progetti, lavoro. Guardo alla vita con grande entusiasmo”.

 

Fonte: (www.tio.ch)

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 27, 2013 da in Interviste con tag , , , , , , , , .
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