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Le bevande energetiche: più che dissetarsi?

È la sensazione di sete che avverte che è giunto il momento di bere. Questa carenza di liquidi può inf luire negativamente sulla prestazione f isica. Perciò si
raccomanda di bere suf f icientemente prima di praticare uno sport, ad esempio durante il riscaldamento o poco prima dell’inizio di una competizione. È pure buona regola bere durante una competizione se questa è di lunga durata, ma sempre in modo ragionevole. Si è inf atti osservato che alcuni sportivi al termine di uno sf orzo pesavano di più a causa di un consumo eccessivo di liquidi. Ciò che provoca conseguenze nef aste sia per la prestazione sia per l’organismo.

Korean drinks

(Photo credit: Wikipedia)

Per un pubblico ben preciso
Il consumo di bevande energetiche è consigliato quando la prestazione f isica è l’obiettivo perseguito quotidianamente. In questo caso, la bibita stimola e
prepara l’organismo alla competizione e all’allenamento. Al contrario, le persone che f requentano un centro f itness due o tre volte la settimana non hanno bisogno di consumarne.
Se invece l’intenzione è di bruciare grassi e controllare il proprio peso è imperativo ingerire esclusivamente acqua pura o tè non zuccherato (chi non può f are a meno dello zucchero può optare per il «light»). Le bibite zuccherate f orniscono energia e limitano l’eliminazione dei grassi.
Tre ingredienti f ondamentali
Le bibite energetiche classiche contengono acqua, glucidi (zucchero) e l’elettrolito di sodio (un componente essenziale del sale da cucina). L’apporto in acqua è primordiale per potenziare il bilancio idrico e di norma non si dovrebbe bere più di 0,8-1 l di liquidi all’ora. Generalmente, da quattro a otto decilitri rappresentano una buona media.
È pure importante disporre di acqua a suf f icienza prima della competizione per mantenere a lungo la propria prestazione f isica.
Per allenare quest’ultima, gli sportivi consumano pure alimenti ricchi di glucidi o delle bibite energetiche. Le riserve di zuccheri (depositi di glicogeno nei muscoli e nel f egato) sono limitate, contrariamente a quelle di lipidi che sono più importanti anche nelle persone esili, poiché durante uno sf orzo intenso di oltre un’ora esse possono manif estare sintomi di esaurimento f isico, ciò che può provocare ripercussioni negative sulla prestazione f isica.
Per questa ragione si consiglia di consumare f ra 30 e 60 grammi di glucidi all’ora, a seconda della necessità. La maggior parte delle bevande energetiche contengono da 60 a 90 grammi di glucidi per litro.
Eccezion f atta per il sodio, gli altri sali minerali sono eliminati in quantità insignif icanti attraverso il sudore. La perdita di sodio è generalmente minima durante un allenamento o una gara della durata di meno di tre ore. Durante uno sf orzo più lungo, è possibile compensarla assumendo da 0,5 a 1,5 grammi di sodio per litro di bevanda, ciò che rappresenta una quantità suf f icientemente bassa da non alterare il gusto.
L’osmolalità è determinante
Anche f attori, quali la temperatura, l’osmolalità (una misura della concentrazione di una soluzione) e soprattutto il gusto di una bibita energetica giocano un ruolo importante.
Un gusto gradevole spinge a consumare la bevanda in grandi quantità, ad esempio durante delle gare di una certa durata. L’osmolalità serve invece a misurare il numero di elementi sciolti per chilogrammo di bevanda. In questo contesto si parla di bevande ipotoniche, isotoniche o ipertoniche. Tre espressioni che traducono la concentrazione di una bibita energetica rispetto
alla concentrazione del sangue, la quale inf luenza la rapidità del passaggio della stessa nello stomaco e del suo assorbimento nell’intestino.
Le bevande ad alta concentrazione (ipertoniche) vengono assimilate più lentamente e sono meno ben tollerate. Per questa ragione si consiglia di optare soprattutto per bevande ipotoniche (concentrazione di circa 150-250 (mol/kg) e isotoniche (ca. 280-320 mmol/kg). La maggior parte delle bevande energetiche si situa nei valori isotonici.
Nel succo d’arancia e nella coca cola la concentrazione è invece di 600 rispettivamente 500 mmol/kg, ciò signif ica che entrambe sono ipertoniche.
Occhio ai denti
La composizione delle bevande energetiche e il loro tasso sono  sistematicamente indicati sulla bottiglia, mentre spesso non viene f ornita alcuna inf ormazione sull’osmolalità o il pH.
Dato che queste bibite generalmente sono consumate diverse volte al giorno e a sorsi, rimangono per un po’ all’interno della bocca. Le bevande con un pH basso (ovvero acido dal prof ilo chimico) possono aggredire lo smalto dei denti nuocere alla loro salute.

 

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Questa voce è stata pubblicata il febbraio 1, 2013 da in Alimentazione con tag , , , , , , .
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