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Un viaggio di migliaia di chilometri inizia sempre con un singolo passo.

é meglio una sconfitta o una vittoria?

Italiano: Immagine della canoista Josefa Idem

Italiano: Immagine della canoista Josefa Idem (Photo credit: Wikipedia)

Sei sei un’atleta agonista, ti sarà sicuramente capitato di provare una tensione più alta del solito in corrispondenza di una competizione importante. Ansia da prestazione, stress pre-gara, nervosismo, rabbia eccessiva, confusione. Queste sensazioni portano facilmente e frequentemente alla perdita di concentrazione. In tal senso esistono delle specifiche tecniche di Mental Training che aiutano nella gestione dell’ansia e della tensione, come il Rilassamento Distensivo Progressivo o la respirazione diaframmatica, o ancora strumenti di self-talk adeguati.

Queste tecniche hanno lo scopo di abbassare il livello di attivazione psico-fisiologica che è alla base dell’ansia. Anche una buona gestione del pre-gara ed un lavoro sistematico sulla gestione degli obiettivi ti aiuterà senz’altro a concentrarti maggiormente sulla prestazione e meno sul risultato, vero aspetto ansiogeno ed incontrollabile.

Per giustificare e dare un senso a queste “pressioni” molti atleti parlano spesso della paura di perdere. Questo tipo di paura è molto facile da osservare e può avere due conseguenze opposte tra loro. Infatti la pressione e la tensione in questi casi possono bloccare l’atleta o, se gestite in maniera ottimale, portarlo a gareggiare in maniera impeccabile e ad ottenere la vittoria.

In taluni altri casi invece la paura si manifesta in maniera più sottile ed enigmatica e sarebbe però più corretto parlare della paura di vincere. Facciamo un esempio. L’atleta sta gareggiando bene, è in vantaggio. Sembra che tutto stia procedendo per il verso giusto e lo stia portando alla vittoria finale. Improvvisamente qualcosa nella sua testa si interrompe. Perde la concentrazione, sbaglia, inizia a commettere degli errori banali. Perde la partita, e non è la prima volta che accade!

Le cause che si nascondono dietro questo meccanismo possono essere molteplici. Paura che una vittoria importante possa cambiargli vita, paura delle conseguenze, e via discorrendo. La “cura” invece, una sola. Comprendere insieme all’atleta i suoi meccanismi mentali, comportamentali e di pensiero, aiutarlo a divenire consapevole di questi aspetti e della sua personale “paura di vincere”, aiutarlo nel comprenderne i significati.

Fornirgli gli strumenti di Mental Training adeguati a gestire questi aspetti è l’unica strada per uscire da questa empasse. Sono moltissimi gli atleti di alto livello “vittime” di questa paura. Considerati dei talenti indiscussi nel loro sport, non riescono però a dimostrarlo nei momenti decisivi.

Esempi invece di puro talento e capacità mentali decisive sono Josefa Idem, Michael Schumacher, Valentino Rossi, Alberto Tomba. Atleti capaci di una dedizione assoluta al loro sport e dotati di una costanza di rendimento fuori dal comune. Un loro segreto? Non partivano mai sconfitti, anzi!

English: Valentino Rossi 2010 Qatar

English: Valentino Rossi 2010 Qatar (Photo credit: Wikipedia)

Articolo rispreso da: http://psicologiasportiva.wordpress.com/2012/12/17/meglio-vincere-o-perdere/

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