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Canalizzare e utilizzare le emozioni nello sport

English: Moraingy, a traditional sport in Mada...

Per chi pratica sport è importante saper gestire le emozioni e sfruttarle a proprio vantaggio. Ma come è possibile controllarle e incanalarle in un ambito positivo, approfittandone per migliorare le prestazioni?
Per quel che attiene all’attività sportiva ed in ultima analisi alla prestazione, le emozioni non sono automaticamente positive o ne gative, come a volte si ritiene. Esse devono essere sempre interpretate avendo riguardo del singolo individuo e della situazione complessiva. Nello sport non ci sono emozioni giuste o sbagliate, ma tutt’al più emozioni che bloccano o stimolano.
Quanto detto vale non solo per la rabbia, ma per ciascuna delle cinque emozioni di base, per cui ben si vede che non è una perdita di tempo dedicare maggiore attenzione alla padronanza e alla gestione delle emozioni nello sport. Al contrario dovrebbe essere considerato un arricchimento sia per l’atleta/allievo che per l’allenatore/insegnante.
Necessario un cambiamento di f ondo
Controllare le emozioni e poter disporre di quelle «giuste» è di centrale importanza per avere successo nello sport. Le emozioni comportano una modif ica del livello f isiologico di eccitazione per cui – accanto alle strategie cognitive – anche le tecniche volte a controllare l’eccitazione assumono notevole importanza per il controllo emozionale.
L’obiettivo da perseguire dovrebbe essere ridurre l’intensità delle emozioni e far passare in secondo piano comportamenti inadeguati. Quando si parla di strategie cognitive si intendono ad esempio una nuova valutazione della situazione o il passaggio ad un altro piano d’azione, che corrispondono a cambiare – o a valutare diversamente – il proprio ruolo o quello dell’avversario nel contesto emotivo.

Alchemic circle, in the style of Fullmetal Alc...

(Photo credit: Wikipedia)

Emozioni negative
Emozioni negative come paura o rabbia non sono aprioristicamente dannose, perché tramite esse l’essere umano ha imparato a sopravvivere, a riconoscere i pericoli e ad evitarli.
L’importante è non f arsi sopraf f are dalla situazione emotiva. Piuttosto si dovrebbe cercare di uscire da tale gorgo e di elaborare in risposta un atteggiamento del tipo «ora ti f accio vedere». Ciò f acendo l’energia liberata dall’organismo può essere incanalata e guidata in modo da f are di più e meglio nello sport, per continuare a perseguire i propri obiettivi mantenendo le speranze di successo.
Rabbia: anziché lamentarsi per un insuccesso e prendersela f ino a ridurre la motivazione e f ar ulteriormente aumentare la quota di errori, la rabbia per gli errori f atti dovrebbe motivare a rif lettere sulle cause, per poterli evitare in una seconda f ase. Lo stimolo f isiologico raf f orzato dalla rabbia dovrebbe quindi essere spostato e sf ruttato in modo positivo utilizzandolo per uno sforzo maggiore. Un’attività da f are non «ciechi di rabbia», ma in modo mirato ed intelligente. Ci si potrebbe ad esempio concentrare su talune abilità fondamentali che si padroneggiano al meglio e sf ruttarle per ottenere determinati vantaggi.
Paura: accanto alla f uga, da cui il detto «la paura mette le ali ai piedi» una sua conseguenza è l’attacco. Tramite la paura si ha un’attivazione del sistema motorio e si diventa più attenti, dedicando maggiore attenzione all’esplorazione dell’ambiente immediatamente circostante. L’emozione «paura» può quindi avere come conseguenza che si rif lette di più e si esegue con maggiore precisione una determinata azione, cosa che in alcune discipline sportive può costituire un vantaggio. Per f ar sì che la situazione emotiva cui si è conf rontati porti ad attaccare e non a f uggire si rende però necessaria una modif ica dell’atteggiamento nei conf ronti di tale situazione. Un’atleta apprensiva, ad esempio, dovrebbe arrivare a vedere la gara non come «lotta» personale ma piuttosto come gioco, come una sorta di sf ida a battere
le avversarie in un conf ronto ludico.
In generale comunque si deve lavorare per ridurre l’eccitazione fisiologica creatasi con una reazione di stress non specif ica che ha portato a seconda delle circostanze a rabbia o paura. Allo scopo è però necessario un breve rilassamento che può avvenire ad esempio con auto istruzioni del tipo «calmati, è tutto a posto», o «non è successo niente di brutto». Solo quando possiamo osservare la situazione emozionale da una certa distanza siamo nuovamente nelle condizioni di sf ruttarla a nostro vantaggio.

Voltes

(Photo credit: Atex -)

Dolore: da un lato è importante identif icare correttamente le cause di tale emozione e cercare di elaborare l’episodio che ha causato dolore o delusione, senza cercare di nasconderlo o dimenticarlo. D’altro canto però – analogamente a quanto avviene per la rabbia – si dovrebbe riuscire ad influenzare la reazione: «vedo la situazione come f onte di dolore e
capitolazione o piuttosto, come motivo per impegnarmi di più e opportunità di un nuovo inizio?» Per potersi nuovamente orientare è necessario un processo attivo di elaborazione e di distacco dalla situazione emotiva, in modo da riuscire a staccarsi da cognizioni che possono bloccare la prestazione e porsi nuovi obiettivi.
Emozioni positive 
Soprattutto negli sport con compiti motori che richiedono un’elevata  precisione e notevole attenzione cognitiva emozioni positive possono essere molto controproducenti. Non va dimenticato inf atti che tutte le emozioni, siano esse positive o negative, hanno inizialmente un aspetto comune: si genera un’attivazione del sistema nervoso centrale e spesso anche di processi cognitivi non necessari ai f ini della prestazione. Le conseguenze possono essere varie,
da una minore concentrazione ad uno stato di elevata noncuranza o persino arroganza, errori tecnici o tattici e trascuratezza nell’esecuzione del compito.
Gioia e sorpresa: in questo contesto è importante imparare ad anticipare le emozioni che si vanno ad incontrare. In tal modo siamo in grado di riconoscere tempestivamente le situazioni che causano emozioni, siamo preparati alle possibili emozioni e possiamo agire su di esse  modif icandole nel grado d’intensità, nella qualità e nella direzione. Ciò ci consente di riassumere rapidamente il controllo delle emozioni e di riportare la nostra piena attenzione sul compito da svolgere, riducendo il rischio di errori.

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